Le Dune

  • Alcamo Marina

Le Dune

Le dune sono corpi sabbiosi di origine eolica la cui forma, altezza ed estensione dipendono dalla direzione del vento, dal rifornimento di sabbia e dalla vegetazione. Gli agenti del modellamento dei litorali sono soprattutto le onde marine generate dal vento, il vento stesso, le correnti marine e le maree. Questa deve essere considerata come un'unità morfologica dinamica, sottoposta all'alternanza di due azioni: una di accumulo dei detriti, l'altra di erosione del materiale depositato. La stabilità della spiaggia dipende dal bilancio tra gli apporti e i prelievi del materiale detritico, quindi le spiagge possono essere in erosione o in avanzamento in relazione al prevalere dei fenomeni di prelievo dei materiali deposti (bilancio negativo), o di deposizione degli stessi (bilancio positivo).

I bilanci negativi sono frutto sia di fenomeni naturali che di azioni antropiche: le spiagge e le dune sabbiose costiere sono tra i più vulnerabili e minacciati ecosistemi a livello mondiale, a causa delle peculiari condizioni ambientali e microclimatiche e la limitata estensione, conservano habitat ormai residuali, con comunità animali e vegetali semplificate e con un basso numero di specie. Questi ambienti hanno selezionato specie peculiari e circoscritte, spesso esclusivi (rarità). Oltre al loro valore ecologico, le dune costiere hanno un ruolo essenziale quale elemento di mitigazione “naturale” del rischio costiero (erosione e allagamento).

Gli ambienti dunali mutano le loro condizioni microclimatiche dal mare verso l'interno, ne consegue una sequenza di comunità vegetali adattate a vivere alle varie condizioni. Tra la vegetazione e la duna si crea un rapporto a feedback positivo di auto-alimentazione, in cui la crescita delle piante, favorita da una maggior deposizione, aumenta la rugosità sulla duna determinando un aumento nella deposizione. Le specie vegetali che crescono sulla duna, si organizzano in differenti fitocenosi che si evolvono contemporaneamente alla duna stessa, man mano che la duna si accresce.

In generale l'ambiente costiero è poco ospitale, e le piante che ci vivono sono dotate di particolari adattamenti che consentono loro di sopportare condizioni estreme come la salinità del substrato, l’aerosol marino, l’azione abrasiva dovuta alle particelle di sabbia portate dal vento, il continuo insabbiamento, il clima, substrati incoerenti privi di suolo e incapaci di trattenere acqua e nutrienti e, motivo per cui in questi ambienti possono insediarsi solo un numero ridotto di entità altamente specializzate a svolgere il loro ciclo biologico in queste condizioni estreme.

La vegetazione può instaurarsi soltanto ad una certa distanza dalla linea di costa, le dune corrono generalmente parallele a questa, indipendentemente dalla direzione dei venti dominanti. Ne consegue una vegetazione organizzata su più cinture parallele alla battigia: le prime sono quelle relative alle associazioni di psammofite tipiche della prima duna o duna mobile o duna bianca, poi si passa alla macchia bassa discontinua sulla sommità della seconda duna o duna grigia, quindi alla macchia vera e propria. In successione è possibile distinguere una prima fascia in cui la vegetazione non riesce ad insediarsi a causa del moto ondoso.

Segue una stretta striscia prossima alla riva, in generale a 50m dalla linea di costa, si trovano piante pioniere a ciclo breve che presentano adattamenti particolari, quali un sistema radicale molto sviluppato per raggiungere l’acqua in profondità, foglie e fusti succulenti e riduzione delle superfici di esposizione, come il ravastrello marittimo (Cakile marittima), Salsola kali, Euphorbia peplis.

Alla fase pioniera segue una vera e propria colonizzazione, la sabbia comincia ad accumularsi grazie all’ostacolo costituito dai fusti delle specie che costituiscono la vegetazione di avanduna, come Sporobolus pungens ed Elymus farctus graminacee che si associano a Eryngium maritimum, Cyperus capitatus, Otanthus maritimus, Anthemis maritima, ecc. Quando lo sviluppo delle dune non viene disturbato dall’uomo nei versanti interni, retrodunali, più distanti dal mare, si insediano nella regione Mediterranea e Mediterraeo-Atlantica, comunità vegetali fisionomizzate da camefite quali Crucianella maritima, Helichrysum italicum, Helichrysum stoechas, Armeria pungens, Pycnocomon rutifolium, Lobularia maritima, Ephedra distachya, Rouya polygama, ecc. Normalmente le successioni descritta viene completata con l’insediamento delle comunità legnose della macchia mediterranea, che cambiano con il variare della qualità e della morfologia dei substrati e dei gradienti climatici.